Missione

Ha inizio una dura prova. Una missione che intendo affrontare senza troppe difficoltà. Un evento che può cambiare la storia (la mia!). Un esame da superare a pieni voti.
Facciamo il punto.
Non distrarsi.
Concentrare l’attenzione sulle cose che accadono e tenere viva la partecipazione.
Evitare domande pericolose sugli altri o su stessi. Si potrebbe uscire con le ossa rotte.
Non abusare con il vino. Il sorriso ebete è dietro l’angolo. Moderazione.
Conversazione utile. Interessi comuni e discorsi interessanti.
E sentirsi a proprio agio.
Forza!
Ce la puoi fare!
I parenti del tuo amore stanno per arrivare!
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2015, un nuovo tentativo!

«Il tango non è maschio, è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più importante, l'”otto”, che è come il cuore del tango, lo fa la donna. Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso che consente poi l’improvvisazione.»
[Miguel Ángel Zotto]
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luce

«Un abbraccio è tutto, o forse niente, dipende da te. So solo che il pensiero del tuo corpo sul mio da luce ai miei pensieri.»

luce

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un nuovo giorno

“Scorrono gli anni, volano i mesi e i giorni. […] Ti svegli una mattina, e pare che sia finito un altro anno, ma è soltanto un nuovo giorno. […]” [cit. Marc Chagall]

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Una settimana fuori dall’ordinario

Qualcosa di straordinario è accaduto.
La scelta della partenza è stata improvvisa, qualcosa mi ha attratto fin da subito ma allo stesso tempo mi spaventava. 10 persone che, come me, avevano deciso di mettersi in gioco e partire, conoscersi e uscire dal proprio mondo.
Mai scelta fu più azzeccata per me. E’ esattamente quello che è successo. Sono bastate 24 ore, su quel caicco, per creare qualcosa di unico. Non riesco a descrivere nel migliore dei modi la settimana appena trascorsa, tra baie isolate, acqua cristallina, comodi materassini, stelle cadenti, luna piena. E ancora canzoni improvvisate, confessioni, risate contagiose e lacrime di commozione.
Noi ci siamo aperti come forse mai era accaduto.
Ci conosciamo, posso dirlo. Ma sono convinto che tanto è ancora da scoprire, e avrei davvero piacere nell’approfondire ogni vostro aspetto.
Ho trovato N., che ha mostrato tra un sigaro e l’altro tutta la sua intelligenza e la sua ironia.
Ho scoperto S., che con la sua empatia è riuscita in un solo istante a comprendere tante cose di me e di tutti noi. E adoro il suo accento.
Ho incontrato F., che con la sua teatralità e il suo arrivo improvviso ha scosso in modo positivo tutti noi.
Ho abbracciato A., che ha una dolcezza infinita. Una dolcezza che di “polare” non aveva davvero nulla. Anzi.. un calore infinito.
Ho ascoltato P., che tra un tuffo e un altro (parecchio frequenti a dire il vero) è riuscito a farci apprezzare le parole della musica, della sua, e a farci ridere tra un bicchiere di vino e l’altro.
Ho apprezzato P., che con passi leggeri è riuscito ad essere la persona più incredibile che io ricordi, le sue immersioni, le sue comprensioni e la sua dolcezza. Lo avevo capito subito fin dal primo aperitivo. Ha conquistato tutti.
Ho conosciuto L., irruento, cinico, divertente, disponibile, intelligente e mai mai mai fermo. Un uragano che ci ha guidato in questa avventura. Non ammetterà mai che con noi è diventato anche parecchio “buono”.
Ho riso con B., che con la sua disponibilità mi ha sopportato nella piccola convivenza e con la sua risata altamente contagiosa ha movimentato le giornate. Le sue parole (e i vocalizzi xD) e i commenti sempre perfetti hanno fatto da contorno alle avventure di ogni giorno.
E infine, le prime due persone che ho sentito, incontrato e conosciuto, fin dalla partenza…
Ho guardato Y., dagli occhi profondi, che con le sue movenze, i duetti con B., le sue carezze ci ha presi uno ad uno.
Mi sono legato ad A., che con il sorriso più bello e la delicatezza che le appartiene si avvicinava a noi. I suoi “puccini”, i suoi “obiettivi”, le sue stelle, le sue risa e le sue emozioni ci hanno conquistato, mi hanno conquistato.
Qualcuno di noi ha definito tutto ciò una bolla. Una bolla è pericolosa. Rischia di scoppiare da un momento all’altro. Per questo motivo ho deciso di tenerla delicata tra le mani, proteggere ciò che si è creato in 7 giorni. Ricordare la dolcezza, le emozioni, gli occhi, i sorrisi che ci siamo scambiati.
Siamo noi, non preoccupatevi. C’è la Luna ad unirci!
Sono “senza parole”…, in realtà poche sono riuscito a trovarle (perché molto ancora vorrei dirvi), ed è merito vostro. A voi il mio grazie.
Quanto descritto è solo una minima parte di quello che voglio ricordare… tutto il resto è solo mio. E’ solo nostro. =)
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i dieci ladri della tua energia

Leggo questo articolo e mi ritrovo a pensare a quante di queste “indicazioni” non riesco a rispettare. Eppure dovrebbe essere tutto così semplice, così dannatamente facile e utile. Eppure, banalmente, ad esempio, è difficile lasciare andare persone o cose che, nonostante tutto, non ci fanno bene. Non è stupidità. E’ essere umani, fragili e forti allo stesso tempo.

Ci sono momenti della vita in cui la nostra energia sembra svanire, il corpo si fiacca, la mente si offusca. Eppure questa stanchezza psicofisica non è riconducibile a nessun evento particolare. Secondo il Dalai Lama questa condizione è da attribuirsi a 10 “ladri” dell’energia, per questo bisogna seguire 10 regole fondamentali per contrastarli e non sprecare energie preziose.

1. Lascia andare le persone che solo condividono lamentele, problemi, storie disastrose, paura.
Lascia perdere le persone che solo giudicano gli altri. Se qualcuno cerca un cestino per l’immondizia, fai in modo che non sia la tua mente.
2. Paga i tuoi debiti in tempo.
Nel frattempo fai pagare chi è in debito con te, oppure lascia andare se coloro che sono in debito con te non possono pagarti.
3. Mantieni le tue promesse.
Se non l’hai fatto chiediti perché fai fatica a rispettare le tue stesse parole. Hai sempre diritto di cambiare opinione, scusarti e compensare, rinegoziare e offrire un’altra alternativa ad una promessa non mantenuta, ma non farlo diventare un’abitudine. Il modo più semplice di evitare di non fare una cosa che sai di non poter fare è dire di NO subito.
4. Elimina, e nel possibile delega i compiti che preferisci non fare.
Dedica il tuo tempo a fare le cose che ti piacciono.
5. Permettiti di riposare quando ti serve.
…ma anche permettiti di agire se hai un’occasione buona.
6. Butta, raccogli e organizza.
Niente ti prende più energia di uno spazio disordinato e pieno di cose del passato che ormai non ti servono più.
7. Dai priorità alla tua salute.
Il corpo sano di permette di rendere al massimo della tua energia. Fai delle pause.
8. Affronta le situazioni tossiche che stai tollerando.
Non tollerare le azioni negative di nessuno, né di un familiare, né di un amico, né di un compagno, o di un gruppo. È sempre meglio essere chiari e affrontare le persone a viso aperto.
9. Accetta.
Ma non per rassegnazione, niente ti fa perdere più energia di una situazione che non puoi cambiare.
10. Perdona.
Lascia andare una situazione che è causa di dolore, puoi sempre scegliere di lasciare il dolore nel ricordo.
Fonte: http://www.eticamente.net/31412/dalai-lama-10-ladri-energia.html
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con tutto il rispetto

Mando “a-culofan” la vecchietta che si mette a chiacchierare del più e del meno con la cassiera della Coop! «No, signora, non si preoccupi, se vuole prendo un paio d’ore di ROL e le fo compagnia, che dice? Ho tutto il giorno…!».
Mando “a-culofan” il genio che in auto entra in rotonda e ne esce senza usare quella dannata freccia, un banalissimo indicatore di direzi0ne! «Ma hai paura che ti si consumi la lampadina? Hai il terrore che tu possa svenire azionando il braccio per far scattare quella levetta? (beh, probabilmente sì con il singolo neurone che ti ritrovi!) Hai lasciato le frecce agli indiani?».
Mando “a-culofan” tutte quelle persone che camminano ciondolanti e a rallentatore per i centri commerciali, che sembrano essere appena usciti da una puntata di “The Walking Dead”! «Ma ti sposti?».
Mando “a-culofan” il collega che “il sistema non funziona! / la stampante non stampa!”. «Forse dovresti fare un Log On / Hai provato a collegarla alla rete? … Ah, ecco!».
Mando “a-culofan” il vigile che mi fa una multa. «Hai ragione, in effetti lì la segnaletica orizzontale non permetterebbe la sosta… …Ma allora, PERCHE’ DIAVOLO ci ho parcheggiato senza problemi per 3 mesi, e adesso sono altrettanti 3 mesi che ci passo di fronte tutti i giorni e non c’è uno straccio di multa sulle auto in sosta 24h su 24 in quello stesso posto??? Ma mi prendi in giro?» (considerare il fatto che la stazione di Polizia Municipale è a 50 m dal suddetto luogo).
Mando “a-culofan” tutti coloro che propongono un lavoro e poi.. eh.. mah.. boh.. i costi.. però.. non so.. non ci sono soldi.. le faremo sapere.. a gratis no? «Ma grazie.»
[…to be continued (?)]
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