Sonetto LXXV

Tu sei per la mia mente come il cibo per la vita,
Come le pioggie di primavera sono per la terra;
E per goderti in pace combatto la stessa guerra
Che conduce un avaro per accumular ricchezza. 
Prima orgoglioso di possedere e, subito dopo,
Roso dal dubbio che il tempo gli scippi il tesoro;
Prima voglioso di restare solo con te,
Poi orgoglioso che il mondo veda il mio piacere. 
Talvolta sazio di banchettare del tuo sguardo,
Subito dopo affamato di una tua occhiata:
Non possiedo nè perseguo alcun piacere
Se non ciò che ho da te o da te io posso avere.
Così ogni giorno soffro di fame e sazietà,
Di tutto ghiotto e di ogni cosa privo.
[William Shakespeare]
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Informazioni su marcoangels

«Sono sempre stato il maestro di me stesso.. ..e devo confessare che sono sempre stato anche il mio allievo preferito.»
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6 risposte a Sonetto LXXV

  1. STELLA ha detto:

    Ma pias !!! Ma pias !!! Ma pias !!! Soffro proprio di fame e di sazietà !!! E in fondo, se fosse non così .. che vita sarebbe !?!?!?!?

    • marcoangels ha detto:

      “Di tutto ghiotto e di ogni cosa privo” a me sembra talmente significativa come cosa? Ad una prima lettura così triste e così veritiera!

  2. Stefania ha detto:

    vorrei tanto condividere con te questa tua passione…

    • marcoangels ha detto:

      Se la passione è qualcosa che ti capita tra le mani, quasi per caso, e rimanerne colpiti tale da decidere di leggere e rileggere o approfondire, o decidere di affrontare una piccola sfida che mai avresti pensato di compiere… allora sì, sono passioni, e decisamente piacevoli!

  3. Simona ha detto:


    È bellissima..

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