relatività

Sono già passati sei mesi dalla mia “piccola conquista” personale. Quella voglia di cambiamento che, per tutta una serie di motivi, anche tecnici, ho acquisito e cominciato a vivere da allora.
Sei mesi possono essere molto pochi, ma allo stesso tempo tutto è così relativo. Tutto così personale e soggettivo.
Un tempo che può essere vissuto come una vita se le emozioni e le sensazioni che ci ha regalato sono rimaste impresse nel cuore, nell’anima e nella mente. Emozioni e sensazioni che possono essere sia negative, sia positive. Ma pur sempre uniche.
Oppure ancora se la conquista personale è sopraggiunta con non poche difficoltà o sacrifici, economici o personali.
Mentre tutto scorre velocemente o lentamente in base al momento.
Che senso ha giudicare il tempo? E’ davvero così relativo!?
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Informazioni su marcoangels

«Sono sempre stato il maestro di me stesso.. ..e devo confessare che sono sempre stato anche il mio allievo preferito.»
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9 risposte a relatività

  1. Ogni volta che si parla di tempo mi viene in mente “La persistenza della memoria”, di Dalì, il quadro degli “orologi molli”, per intenderci. La sensazione, forte, che il tempo sia qualcosa che ti si spalma addosso, in base alla tua esperienza, alla tua storia, singolare, personale e quindi unica. E che tutta la questione del tempo comune, scandito, definito, lineare sia solo un imbroglio.

  2. marcoangels ha detto:

    E’ un imbroglio bello e buono. Ma allo stesso tempo è qualcosa di cui è difficile parlare perché ciascuno di noi lo percepisce come personale. Prova ad utilizzare un avverbio accanto al tempo e può assolutamente essere contestato…

  3. gabry ha detto:

    il tempo è relativo, si.
    6 mesi sono pochissimi se pianti un albero, perchè forse riuscirai a vedere una minuscola piantina venire fuori, sono tantissimi se aspetti qualcosa…
    passano in fretta se non gli dai il giusto peso, non passano mai se li conti…
    il tempo è relativo…assolutamente si

  4. e poi c’è quel tempo che si richiude su di sé: che ritorna, che si riavvolge, che si ripiega verso l’interno… e, forse, poi si distende ancora…

    • marcoangels ha detto:

      Una specie di circolo vizioso.. pensi di fare passi lunghi quanto mai avresti immaginato.. ed ecco che è come se ti ritrovassi nel passato a commettere, magari, gli stessi errori, o a rivivere le sensazioni che mai avresti pensato di poter ricevere!

      • Soprattutto, ti sembra di immergerti di nuovo in quelle emozioni note, familiari, che pensavi lasciate km indietro lungo il cammino… E invece sono lì, ancora, le stesse, come se non si fossero mai mosse. O come se fossi tu quello rimasto immobile.

        “Capiva solo che nulla è più forte di quell’istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell’istante per anni.” (A. Baricco, Senza sangue)

  5. tantopercantare ha detto:

    il tempo è un vero imbroglio. Pensi di poterlo gestire, pianificare. Pensi sia una variabile perché lo percepisci sempre ho modo diverso. Poi però presenta il conto ed è incorruttibile

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