Hibiscus syriacus

L’Hibiscus syriacus è una pianta paradossale. Comincia a fiorire all’inizio dell’estate e copre, coi suoi grandi fiori variopinti e profumati, tutta la stagione più calda dell’anno. Eppure la vita media del singolo fiore d’ibisco è di appena un giorno. Solo ventiquattro ore passano tra l’apertura della verde scorza del bocciolo e la caduta dell’ultimo petalo sfinito dalla fatica della vita.
 
L’Hibiscus syriacus è così la più perfetta metafora dell’impermanenza: nell’illusione di qualcosa che continua (l’odore dei fiori) si palesa il senso di quello che, invece, è un cambiamento incessante (la morte inarrestabile di quegli stessi fiori). Tutto passa, ogni cosa si trasforma e trascolora nel ricordo. Anche le realtà che ci paiono più solide, come le montagne che incorniciano i paesaggi con il loro senso di eternità, cambiano irrimediabilmente sotto il nostro sguardo che pure ne registra l’apparente immutabilità.
 
Affacciarsi la sera ad una finestra per godere la vista di quel fiore di ibisco che è fiorito proprio sotto il nostro balcone non è, di per sé, un problema. Il problema sorge semmai quando ci affacciamo anche la sera successiva a quella stessa finestra per tornare ad ammirare quei petali variopinti che tanto ci erano piaciuti la prima volta. È in questa occasione che l’ingombrante evidenza della morte bussa sulla soglia della nostra coscienza e ci obbliga a realizzare che tutto passa. Non è, insomma, il piacere di un momento la causa della nostra sofferenza, ma il nostro attaccamento a quel piacere, il nostro desiderio di replicarlo ancora ed ancora che va ad urtare con l’invadente verità che quel tipo di fiore vive solo lo spazio di una giornata e può conoscere la brezza rinfrescante di una sola notte.
Abbiamo appena avuto il tempo di provare, per un momento, una situazione piacevole che subito sorge in noi il desiderio di perpetuarla, di renderla duratura. E poco importa che l’odore di ibisco sia ovunque intorno a noi, perché quello che desideriamo realmente è solo poter guardare i petali di quell’unico fiore che tanto ci era piaciuto la notte scorsa.
Così la sofferenza che proviamo è un prodotto dell’Io e della memoria. È l’esperienza che si è solidificata nel ricordo e si oppone al libero fluire delle cose della vita. È la logica perversa del confronto tra ciò che è ora e ciò che è stato appena qualche minuto prima. Sono le gerarchie e gli schemi nei quali vorremmo incasellare la nostra esistenza e che cominciano già con la semplice nascita, sono paradossalmente impliciti nel nostro venire al mondo.
 
…da web, non ricordo la fonte precisa.

Grazie mille… i ricordi belli resteranno con me!

Annunci

Informazioni su marcoangels

«Sono sempre stato il maestro di me stesso.. ..e devo confessare che sono sempre stato anche il mio allievo preferito.»
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Hibiscus syriacus

  1. Fiorella ha detto:

    Belle parole… così dannatamente vere…Ma l\’hai scritto tu..? Baci

  2. Lara ha detto:

     „Le belle giornate – non piangere perchè sono. passate, ridi invece perchè ci sono state.“
     
    Rabindranath Tagore …

  3. ●◦°.ılı.ılı.Vale.ılı.ılı.°◦● ha detto:

    Oh Come Ti Capisco Marcolì…
    Bhe Non Sono Nessuno Per Darti Consigli…
    Ma Posso Semplicemente Dirti Che Per Me(Anche Se Non So Applicarlo!,Del Resto Tt Sono Bravi Cn Le Parole, Compresa me..) Bisogna Vivere Nel Presente Dando, Ogni Tanto, Uno Sguardo Al Passato, Non Il Contrario…
    Per Il Poco Che Ti Conosco Penso Che Non Ci Sia Bisogno Neanche Di Dirtelo. E Allora Questo Commento è Inutile.Ghgh. xD
    Grazie Per Passare Nel Mio Piccolo Mondo Pieno Di Skleri 😉

  4. Dany ha detto:

    …i ricordi sono l\’unica cosa che nessuno potrà MAI portarci via…nemmeno il tempo…si affievolirà il dolore, la delusione, l\’amarezza…ma i ricordi no…restano e resteranno sempre, sono parte integrante di noi…ci aiutano a diventare, giorno dopo giorno, quello che siamo…ci aiutano, sia in positivo che in negativo, a \’crescere\’…ci rendono più forti, più saggi, più cinici…ma non bisogna mai rinnegare ciò che è stato…soprattutto se \’quel\’ passato ci ha regalato anche tanti tanti bei momenti…l\’importante è non lasciarsi trasportare dal \’dolore\’…non aver paura d\’amare ancora…riuscire a non chiudersi…ma trasformare tutti i sentimenti \’negativi\’in qualcosa di buono…soprattutto per noi stessi…

  5. Giulia ha detto:

    grazie!

  6. Angjela ha detto:

    No no, a quell\’ora non c\’era nessuno nessuno!Prrrrrrr
    Un abbraccio Ino.
    Angioletta*

  7. Antonella ha detto:

    Ciao Marco, Volevo Solo Dirti Che Penso Che Da Ora In Poi Userò Il Blog Del Contatto Nuovo, Ossia Questo Che Sto Usando Adesso. =)
    Se Passi Mi Fa Piacere..!
    Ciao Buon Continuo Di Vacanze..!

  8. Angjela ha detto:

    Sì, ma sbrigati!!Che noi cresciamo in fretta.. LA MIA pappa chiama!.. Famona!!Mi somiglia tanto questo bambino.. !xPSmack smack Ino*.+Angy

I commenti sono chiusi.